Coca Cola

Un miliardo di ore fa la vita appariva sulla terra.
Un miliardo di minuti fa iniziava il Cristianesimo.
Un miliardo di Coca Cole fa era ieri.

Ecco cosa diceva pensate un po’ l’annual report del 1996. Un miliardo di Coca Cole al giorno.

Ed ecco cosa pensava Andy Warhol:” Una Coca Cola è una Coca Cola e non c’è denaro che ti consenta di berne una più buona di quella che sta bevendo il barbone all’angolo”.

Non posso trovare frasi migliori per sintetizzare quello che è ..che era..che è sempre stato..e che sarà per sempre il marchio Coca Cola.

La Black Dog spa ha deciso di investire pesantemente in questa splendida azienda e le quotazioni balbettanti dell’ultimo periodo mi hanno permesso di portare il peso di Coke al 7% dell’intero portafoglio diventando il primo titolo al pari di Air Liquide.
Non penso ci siano molte cose da aggiungere su Ko…chiunque la conosce e quasi tutti i portafogli orientati al dividendo utilizzano come prima pietra della loro costruzione proprio questa meravigliosa azienda.
Compreso il marchio più famoso al mondo sono 16 i brands con vendite oltre il miliardo di dollari e 200 i paesi al mondo serviti da questi brands.
Complessivamente sono oltre 500 le bevande presenti in portafoglio e l’innovazione continua è sempre al centro del viaggio di Coke ,non ultimo l’accordo con Green Mountain Coffee per sviluppare il progetto delle bevande in capsule.
I consumi di bevande gassate sono under attack dalle tendenze salutiste e sono in lento declino nei paesi sviluppati.
D’all’altra parte c’è un nuovo mondo che si affaccia per la prima volta,che ha finalmente la possibilità e la voglia di bersi una coke,Russia,Cina,Asia,Africa crescono a doppia cifra e saranno i mercati del futuro.
L’India raddoppia le vendite da sei anni consecutivi e il Messico è il primo mercato al mondo per consumo pro capite.
Tra breve usciranno i dati 2013,il nuovo annual report ed il consueto aumento del dividendo,appuntamento fisso per tutti gli azionisti fedeli.
Ecco qualche impressionante numero presente sul sito :

The Coca-Cola Company At A Glance

Dopo i recenti acquisti Black Dog possiede ora 65 azioni con un prezzo medio di 28.5 euro.
Lascio a qualcun’altro l’analisi ..il p/e ..la sottovalutazione o no….
Chiudo con la fantastica annual letter del 1989 di Buffett dove analizza per la prima volta il suo investimento in Coca Cola :

This list of companies is the same as last year's and in 
only one case has the number of shares changed: Our holdings of
Coca-Cola increased from 14,172,500 shares at the end of 1988 to
23,350,000.

This Coca-Cola investment provides yet another example of
the incredible speed with which your Chairman responds to
investment opportunities, no matter how obscure or well-disguised
they may be. I believe I had my first Coca-Cola in either 1935 or
1936. Of a certainty, it was in 1936 that I started buying Cokes
at the rate of six for 25 cents from Buffett & Son, the family
grocery store, to sell around the neighborhood for 5 cents each.
In this excursion into high-margin retailing, I duly observed
the extraordinary consumer attractiveness and commercial
possibilities of the product.

I continued to note these qualities for the next 52 years as
Coke blanketed the world. During this period, however, I
carefully avoided buying even a single share, instead allocating
major portions of my net worth to street railway companies,
windmill manufacturers, anthracite producers, textile businesses,
trading-stamp issuers, and the like. (If you think I'm making
this up, I can supply the names.) Only in the summer of 1988 did
my brain finally establish contact with my eyes.

What I then perceived was both clear and fascinating. After
drifting somewhat in the 1970's, Coca-Cola had in 1981 become a
new company with the move of Roberto Goizueta to CEO. Roberto,
along with Don Keough, once my across-the-street neighbor in
Omaha, first rethought and focused the company's policies and
then energetically carried them out. What was already the world's
most ubiquitous product gained new momentum, with sales overseas
virtually exploding.

Through a truly rare blend of marketing and financial
skills, Roberto has maximized both the growth of his product and
the rewards that this growth brings to shareholders. Normally,
the CEO of a consumer products company, drawing on his natural
inclinations or experience, will cause either marketing or
finance to dominate the business at the expense of the other
discipline. With Roberto, the mesh of marketing and finance is
perfect and the result is a shareholder's dream.

Of course, we should have started buying Coke much earlier,
soon after Roberto and Don began running things. In fact, if I
had been thinking straight I would have persuaded my grandfather
to sell the grocery store back in 1936 and put all of the
proceeds into Coca-Cola stock. I've learned my lesson: My
response time to the next glaringly attractive idea will be
slashed to well under 50 years.
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